Filosofia

Ricerca e Originalità

Abito da Sposa

Essere una sposa originale

La sensibilità e la capacità, di Rossella Cavioni è quella di capire la  futura sposa aiutano la stilista  maestra dell’Accademia Nazionale Sartori, a creare “su misura” un sogno. Emozioni e sensazioni che fanno nascere abiti unici mai ripetuti. Ricercare nuove idee e nuovi tessuti, questa la filosofia della Stilista capace di consigliare nella scelta dell’abito sempre consapevole che per essere eleganti, basta avere buon gusto ed essere semplicemente se stessi. 

 

 

Vintage e moderna, rigorosa e frizzante.

L’abito prende vita con  contrasti magistralmente costruiti e nasce con l’esperienza di oltre 20 anni della stilista. Volumi e tessuti che ricordano la storia della moda nei secoli scorsi alla quale la stilista ne fa riferimento per passione. Spesso gli abiti sembrano avere una storia del passato, ma è solo la personalità che viene trasmessa nei tagli sperimentati nel tempo e adattati alle forme femminili per esaltarne i punti salienti. “Ogni futura sposa ha il suo punto forte e va messo in evidenza”. Questo il pensiero della stilista che durante le prove degli abiti e attraverso il carattere della futura sposa riesce a trovare sempre la linea perfetta e che metta a proprio agio.

 

Esperienza

Nel corso degli anni con l’esperienza e i contatti nella moda, la stilista ha insegnato e tutt’ora insegna lo stile , i tessuti e le basi per una sartoria. I contatti presi col passato hanno fatto si che nascesse un corso Weddin Planner in collaborazione con Unione Artigiani. Sempre per Unione Artigiani di Milano per la sua capacità organizzativa cura eventi e sfilate. La sua linea è realizzata a mano ed ogni abito è un esemplare unico.

 

Riconoscimenti

Le premiazioni ricevute negli anni sono state date proprio perchè questa originalità ha fatto nascere nel suo atelier in centro di Milano Creazioni Artistiche conosciute anche in America in collaborazione con Sally Daneshjou di Austin. L’abito da sposa creato unico per distinguersi dagli altri…

Unione Artigiani provincia di Milano:

Attestato per attività di docenza per il corso di formazione e qualificazione della figura di Wedding Planner

Accademia Nazionale dei Sartori:

Finale Nazionale 2003 “Miss Tourism Italia”; Secondo premio “Abito dell’Anno”

Camera di Commercio Milano:

Premio Milano Produttiva; Diploma con medaglia d’oro

Accademia Nazionale dei Sartori:

Nomina come membro partecipante dell’Accademia Nazionale dei Sartori

L’ABITO DA SPOSA

LA SUA STORIA

Hai mai pensato a quali fossero le origini dell’abito da sposa? L’abito da sposa fonda le sue origini in età molto antiche, già i Greci, i Romani…e il suo colore non era bianco, tutt’altro, l’uso di questo colore arrivò più tardi.

I colori dell’abito nunziale

Tutt’oggi altri popoli come i Giapponesi o i Vietnamiti adottano il colore rosso anche se ultimamente si stanno avvicinando al colore bianco cercando di unificarsi agli occidentali.
Parlando della sposa di epoca Romana, ella indossava il velo giallo e una tunica bianca legata in vita, già allora il matrimonio era una sorta di promozione sociale, i matrimoni erano combinati ed erano legati ad interessi economici. Il periodo del Medioevo è caratterizzato da un abito rosso, creato con i tessuti più preziosi dell’epoca, velluti damaschi.. il colore stava a simboleggiare l’amore ardente.

L’abito , vincolo religioso

Nel X e XI secolo compare la chiesa che lo fa diventare un vincolo oltre che sociale anche religioso.
La donna per questo evento indossava l’abito più bello che la famiglia poteva permettersi, il quale veniva poi riutilizzato nelle occasioni importanti, non era bianco ma aveva toni caldi e non vi erano colori particolari a cui attenersi. Da sempre questo abito doveva essere sublime, rispecchiava l’importanza e il potere economico della famiglia. Il velo era usato soprattutto nelle chiese che stava anche a lui a simboleggiare la purezza.

Le origini dell’abito bianco

Quando compare per la prima volta l’abito bianco e a quale periodo risalgono le sue origini? Pare fosse nel lontano 1406 il 26 ottobre, la principessa Filippa di Lanchaster sposò il principe Erik di Danimarca e per l’occasione indossò una tunica ed un mantello di seta bianco bordato di pelle di scoiattolo ed ermellino. Solo nel XVI secolo compare lo strascico, il quale diventa un distinguo, infatti la potenza, la ricchezza di una famiglia saranno misurati dalla lunghezza dello strascico impreziosito da pizzi e ricami e pietre incastonate e non solo, anche dalla maestosità dell’abito e in special modo dalle maniche veri e propri tesori.

 

Perchè il bianco?

La tradizione che vuole la sposa in bianco, che è il colore della purezza, non è nata in tempi antichi, come si potrebbe pensare, nasce solo nel XIX secolo, insieme alla torta nuziale, al bouquet, ai guanti…E’ quindi una tradizione piuttosto recente e di tanto in tanto qualcuno nel cercare l’originalità cambia il colore dell’abito  attualmente l’avorio va per la maggiore, in rari casi optano per colori più decisi come il rosso, ma come potete constatare non abbiamo inventato nulla in passato l’abito da sposa non era bianco, ma colorato. E’ probabile che gli abiti da sposa torneranno ad essere colorati, anche se io prediligo il bianco, l’avorio e forse anche il grigio perla e voi che ne dite?